Non siamo uomini,
sconsolato complesso di inferiorità.
Onde che si infrangono sulla battigia,
una dopo l'altra e ancora e ancora.
Non vogliamo subire il mondo degli uomini
che sono di là dall'orizzonte,
e sopportarne il peso e il confronto.
È un albero spoglio dalle radici instancabili,
si aggrappano ostinate al terreno
e quando le radici sono forti
non c'è ragione di temere il vento.
Una terra promiscua e disordinata;
complessa, ma semplice.
Sorride, ringrazia, si scusa,
si fida e si confida.
Ritorna sui suoi passi,
traccia il percorso a ritroso —
una marcia che disegna un perimetro,
che offre concretezza nel vuoto.
Sempre al margine.
Sempre presente.
Come se osservata attraverso un vetro offuscato,
è indistinta.
Nascono nuove forme e nuovi occhi,
ma resta sempre meravigliosamente fuori fuoco.
Fermati e guarda.
E di nuovo.
E se non ti basta, fallo ancora.
MOUE è qui
ed
ora,
ancora una volta.